L’Orchestraccia racconta la sua Roma

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L’Orchestraccia nasce dall’idea e dalla voglia di attori e cantanti di creare una forma innovativa di spettacolo, nell’unione armonica di musica e teatro. Partendo dal folk degli autori romani tra Ottocento e Novecento, tra cui Trilussa, l’Orchestraccia riscopre tutte quelle canzoni e poesie che sono patrimonio della cultura italiana e romana in particolare. Questo “gruppo itinerante folk-rock romano” è composto da Marco Conidi, Edoardo Pesce, Luca Angeletti e Giorgio Caputo che si sono avvalsi negli anni di partecipazioni come quelle di Elio Germano, Edoardo Leo, Virginia Raffaele, Lillo, Francesco Montanari, Luca Barbarossa, Vinicio Marchioni e molti altri.

Orchestraccia Sound Meeter

Presentatevi e presentate il progetto.

Marco Conidi: un gruppo che nasce come un cantiere aperto di una formula abbastanza nuova che è la canzone-teatro rivista a modo nostro. Abbiamo preso ispirazione dal folk romano per poi partire con una tangente tutta nostra fatta di canzoni e testi inediti, uniti alla tradizione romana. Vogliamo far vedere che l’Italia è bella e unita e anche se andiamo nelle altre regioni vogliamo mostrare che il saltarello e la pizzica hanno dei punti in contatto, che Sciascia e Trilussa sull’ingiustizia dicevano le stesse cose.

Cos’è Roma per voi e in che modo influenza costantemente l’Orchestraccia?

Edoardo Pesce: Con Roma abbiamo un rapporto viscerale, nonostante tutti i problemi che ha. La omaggiamo e la cantiamo attraverso i suoi poeti, le sue storie folkloristiche.  Il privèe d’Europa e vogliamo riportarla a quegli standard.

Quali sono i luoghi dell’Orchestraccia? Dove vivete, componete, suonate… bevete?

Giorgio Caputo: io sono di Garbatella, Luca di Ponte Milvio, Marco del Quadraro e Edoardo di San Giovanni. Copriamo Nord, Sud e Est. (Edoardo:” ‘n’anello ferroviario in pratica”). Preferiamo le zone “sampietrinate”, tipo Testaccio, dove se magna e se beve.

Prossimi progetti in pentola?

Luca Angeletti: stiamo scrivendo dei pezzi nuovi e lavorando su una parte e live e una parte teatrale, con inserti monologanti. Abbiamo un brano pronto per Sanremo, che ho scritto io: nonostante sia felice, purtroppo per ora non possiamo suonarla perché deve rimanere inedita e quindi per ora è chiusa nel cassetto!

 

Articolo di Marta Angelucci

Photo Credits: Simone Moda